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CONFINI
2017-02-18
CONFINI. EVENTO ARTISTICO MULTIDISCIPLINARE in collaborazione con il GR.A.D.E. a sostegno della ricerca sul linfoma. Dal 18 al 26 febbraio / Palazzo da Mosto / Reggio Emilia. [C’è un territorio del reale fatto di cose materiali e solide, di oggetti e corpi manipolabili, suoni percepibili e odori annusabili, di animali e fiori scientificamente classificabili e di tempi perfettamente cronometrabili. C’è poi un regno dell’invisibile, dell’immateriale, dell’intangibile e dell’irreale che non per questo è meno vero, ma che non si dà immediatamente ai sensi e strumenti di captazione umani. É un regno dove altri corpi di luce di colore o di tenebra, suoni angelici o demoniaci, odori ultramondani, immagini perfette strambe o deformi, leggi fisiche aliene e temporalità plurime e plurali hanno il loro esistere naturale. È il mondo della metafisica, fatto a pezzi dal razionalismo dell’Umanesimo rinascimentale, dal Razionalismo dei Lumi, dal realismo romantico e dall’iper-realismo del mondo novecentesco, e che tuttavia, non si è riusciti a debellare semplicemente perché, come diceva Shakespeare, gli uomini stessi sono fatti della stessa sostanza dei sogni e pertanto . Spesso siamo soggetti alla tentazione di considerare astratte tutte queste realtà, mentre queste sono in verità più concrete di quelle fisiche. Anche le scienze naturali sono arrivate a ipotizzare una “materia invisibile” – la definizione è della fisica teorica Lisa Randall – che, secondo le stime, costituirebbe il 95% del nostro universo. Un universo di cui il visibile non sarebbe, quindi, che un piccolo “resto”. Quello dell’invisibile non è un mondo facilmente accessibile perché non si presta all’esplorazione a comando dettata dai nostri ritmi e bisogni spirituali. È un mondo di spirito che vive di vita propria e che, di tanto in tanto, si apre in spiragli da cui lascia colare il suo umore nel nostro quotidiano nutrendolo o avvelenandolo. E tuttavia è un mondo che si può tentare di esplorare stando piantati sulla sua linea di confine, in quella zona franca tra visibile e invisibile dove i due universi si interscambiano e vestono le forme del sogno. È un mondo che gli artisti sanno di dover attraversare come funamboli sospesi su una corda tesa per intuire le forme di quel magma che scorre sotto i loro piedi, ma stando ben attenti a non cadere e a restarne intrappolati, perché la loro missione è dare un corpo a quella visione immateriale. In questo senso l’artista è sempre un Prometeo che ruba il fuoco sacro della visione per donarlo agli uomini che con quel calore si scaldano, nutrono e vivono. - di Adele Cacciagrano -]


DALLA TERRA DEL MITO
2017-01-14
"Aus dem Land der Mythen" (Dalla Terra del Mito) è una mostra dedicata a otto pittori contemporanei italiani, organizzata dalla Galleria Callas di Bremen. La collettiva è una carrellata sul loro modo personale di rappresentare il mito in tutte le sue varianti, dove il surrealismo ed il realismo fantastico si avvicinano al Classico reinterpretandolo in maniera attuale e vivace.


L'ARTE NON FA CHE RICOMINCIARE. Mostra in ricorrenza dei 140 anni dalla nascita di Constantin Brâncuși
2016-11-03
Nasceva centoquarant’anni fa, Constantin Brâncuși, l’artista che avrebbe modificato per sempre il modo di pensare la scultura. Genio visionario, ma anche uomo capace di mangiarsi la vita a morsi e di fare scelte coraggiose, come quella di rifiutare l’offerta fattagli un giorno da Auguste Rodin di diventare suo allievo (“Non cresce nulla sotto i grandi alberi”, pare abbia risposto il giovane scultore rumeno). Serissimo nell’approccio a un’arte che considerava missione e tuttavia forte di un’ironia scanzonata fino all’allusività. Oggi l’arte lo celebra. Nella sua terra, a due passi da quel parco di Târgu Jiu diventato un museo a cielo aperto dei suoi capolavori, Ciro Palumbo presenta una serie di opere dedicate o scelte per assonanze ataviche, per richiami subliminali. Del resto, un artista come Palumbo non sarebbe mai riuscito a restare indifferente alla filosofia di chi disse: “Io non sono né surrealista, né barocco, né cubista e neanche altre cose di questo genere. Io col mio nuovo vengo da qualcosa che è molto antico”. La contaminazione di stili a cui Palumbo ci ha abituati, la caccia al tesoro tra suggestioni metafisiche ed echi surrealisti, tra la lirica di Böcklin e il gesto (sì, anche quello) dell’Espressionismo Astratto, tra la statuaria classica e la fotografia contemporanea sono proprio quello: il nuovo che viene dall’antico e che si fa qualcosa di completamente altro. In questa mostra le assonanze si sostanziano nella pietra scabra dei dipinti di Palumbo tratti dalla serie dei Mulini di Dio – quella pietra che Brâncuși elesse a materiale preferito perché assecondava il suo bisogno di fisicità e di ritorno alle origini – ma anche nelle geometrie eleganti e precise delle macine, nella curva morbida (così brancusiana) di quelle isole che abbracciano. Ma il discorso si allarga anche a veri e propri omaggi al maestro, con la Porta del bacio, intrisa di echi micenei, che si fa essa stessa isola volante in una trasformazione che si coglie lentamente, leggendo il dipinto con pazienza, per rintracciare nella pietra ancora grezza crepe e rimandi. O con la celebre Musa dormiente – capolavoro di eleganza minimale, ciottolo di fiume trasformato con due segni in quintessenza della femminilità – che si traveste da testa classica per poi farsi Venere nascente dalle acque. E poi con quella stessa Musa che si presenta bendata, forse cieca o forse veggente, sotto una luna immensa, in mezzo a un mare inquieto le cui increspature fanno temere una tempesta imminente, tra isole rocciose, a raccontare una favola onirica che sarebbe piaciuta allo scultore rumeno, il quale diceva: “In un naufragio ci si aggrappa a un relitto per salvarsi. Anche le opere d’arte sono relitti”. - di Alessandra Redaelli -


Il volo del Poeta visionario
2016-10-07
Il sacro, il mito, il viaggio e il conflitto fra cuore e ragione: sono questi i temi centrali della personale di Ciro Palumbo "Il volo del poeta visionario", in programma dal 7 al 23 ottobre al Palazzo della Città Metropolitana di Bari. Ventiquattro opere, insieme a una scultura, raccontano i percorsi più recenti di un artista che ci ha abituati, negli anni, a una narrazione pulita, pittoricamente potente, intrinsecamente simbolica, ricca di suggestioni dal passato e tuttavia profondamente contemporanea, perennemente alla ricerca del senso ultimo dell’esistenza dell’uomo. La serie di oli su tela dei "Mulini di Dio" – vicini per temperamento alla pellicola di Lech Majewski "I colori della Passione", ispirata al dipinto "Salita al Calvario" di Bruegel – ci rende partecipi di una fede antica, faticosa, scabra e frugale, narrata in toni onirici e visionari; mentre più carnali sono i lavori dedicati al mito, dove paesaggi emotivi (in bilico tra le isole inquiete di Böcklin e le piazze sospese di De Chirico) si fanno scenario per figure troppo perfette per essere umane e troppo vere per essere marmo: Persefoni rapite in abbracci sottilmente erotici, Prometei meditabondi e guerrieri che portano sulle spalle un possibile destino di pace. E poi c’è il viaggio, metafora della vita ma anche del cambiamento interiore, dell’arricchimento emotivo, della scoperta del mondo e di sé. Condotto dall’artista su leggiadre imbarcazioni fenicie o su arche capienti, capaci di farsi casa, isola e microcosmo. Infine – nella nuova serie delle tavole di legno – la battaglia tra spirito e carne diventa il pretesto per un racconto sognante, dove il cuore (organo pulsante e sanguinante) è imprigionato e ferito o libero di volare, si fa terra feconda in cui gli alberi affondano le radici o cielo stellato. Rappresentante di una pittura dalle potenti radici tradizionali, di un procedere artistico lento e meditato, Palumbo ci invita a una lettura del suo lavoro altrettanto attenta e minuziosa, a una caccia al tesoro tra suggestioni celate e calambour semantici, tra personalissime libere associazioni e percorsi universali del pensiero, tra dettagli definiti come in un full HD e cieli dal sapore emotivo e gestuale. Nelle opere più recenti in mostra – realizzate negli ultimi mesi – i colori si fanno più accesi e contrastati e la figura centrale, il cuore emotivo della narrazione, tende a isolarsi, evidenziandosi rispetto a sfondi sempre più indefiniti. Accompagnano la mostra una serie di componimenti inediti in versi di Aldo Nove ispirati alle opere, in un gioco di rimandi tra testi e immagini che rinnova la lunga e feconda tradizione del rapporto tra poesia e pittura. Questo suggestivo connubio, così come la mostra "Il volo del poeta visionario", nascono grazie al Patrocinio della Città Metropolita di Bari e alla collaborazione con l’editore FMR e la casa d’arte ART’È nell’ambito di un progetto di largo respiro iniziato con la personale di Ciro Palumbo "Homo viator", al Museo Piaggio nella primavera di quest’anno.


Lo Spirito e la Carne
2016-06-24
Una personale, per Ciro Palumbo che dal 24 giugno al 31 luglio 2016 racconterà, presso la Galleria Biffi di Piacenza, una nuova svolta nella sua storia pittorica. Un progetto completamente inedito, creato per la galleria, in cui l’artista dei guerrieri e del mito si avventura in una dimensione più intima. Il tema, attualissimo, è quello dell’aspirazione verso un senso “altro”, uno scopo superiore in un momento storico travagliato e denso di incertezze. La soluzione che l’artista ci suggerisce è quella di lasciare da parte almeno per un momento la ragione e di seguire il cuore. La ricerca, tuttavia, va ben oltre. Questo cuore, rappresentato pittoricamente come un organo vivo e palpitante, diventa a sua volta personaggio, presenza forte reale e simbolica al tempo stesso. Tappa dopo tappa, ecco dispiegarsi storie di passioni respinte e di amori che non moriranno mai, personificate da quelle figure marmoree ma vive e respiranti che negli anni Palumbo ci ha insegnato ad amare. I suoi guerrieri e le sue dee che pur partendo da un immaginario classico e incarnando la bellezza impeccabile della statuaria antica appaiono sostanziati di una materia morbida e viva, non molto dissimile dalla carne, e animati da emozioni, ansie e passioni che ce li rendono presenti e vicinissimi. L’eterno conflitto tra spirito e carne, dunque, tra cuore e ragione, si dispiega qui su più piani. Quello, appunto, del corpo e della scultura, dell’artificio e della realtà, ma anche quello dell’iconografia del cuore. Organo pulsante, come dicevamo, ma anche ricettacolo di una rete di simbologie talmente vasta e sterminata da aprire mille strade di lettura. Il cuore di Ciro Palumbo, dunque, è quello degli ex-voto della tradizione religiosa, puro spirito tradotto in un linguaggio semplice, ma è anche quello dei tatuaggi, dove la stessa semplicità di linguaggio si trasforma nella possibilità di portare un amore o una passione incisi per sempre sul corpo: di far apparire lo spirito sulla carne viva attraverso un processo doloroso e indelebile. E che dire dell’etimologia di un lemma come “passione”, che spazia dalla passione di Cristo morente e sanguinante sulla croce alla passione che accende i sensi nell’amore? Ciro Palumbo indaga tutto questo e altro ancora, con il suo linguaggio profondo, stratificato, fatto di una pittura intensa che facendo tesoro della lezione degli antichi (da De Chirico a Böcklin, da Salvador Dalì fino all’espressionismo astratto) racconta storie quanto mai attuali. Per la mostra, l’artista ha preparato una serie di lavori del tutto inediti. Delle piccole tavole di legno sulle quali il simbolo del cuore diventa metafora per storie di sapore onirico e surreale e anche, per la prima volta nella sua carriera, due lavori in terracotta dipinta.


Homo Viator
2016-02-26
Il Museo Piaggio di Pontedera, dal 26 Febbraio al 10 Aprile ospiterà la mostra personale del pittore Ciro Palumbo. HOMO VIATOR, è il titolo della mostra, un uomo viaggiatore, nel tempo, nella mente, nei sogni ma anche nella quotidianità. Un uomo che pensa e vive il suo tempo “pescando” fra i ricordi del passato e riportandoli in una realtà che spesso è solo sogno. HOMO VIATOR è un viaggiatore alla ricerca di qualcosa che vuole, che sa che esiste ma che non sa dove la si possa trovare, magari vicinissimo o forse lontano e, per questo, si mette in cammino, con le gambe o con la mente, nella realtà o nel sogno. Un pellegrino che attraversa questa vita e che si scontra con allegorie e antichi miti, un uomo che vive in un grande palcoscenico, la vita. Il viaggio è vita e la vita è un viaggio! Le opere esposte saranno 39, tra olii su tela e tecniche miste su carta, con varie dimensioni e tutte di grande impatto e di profondo senso poetico. Ciro Palumbo infatti ha iniziato il suo percorso artistico avvicinandosi alla poetica della scuola Metafisica di Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, per poi creare una sua personale interpretazione di quest’arte così forte e interiore. Sono opere che trascinano, che “intrappolano” e che rispecchiano i nostri pensieri, quelli più profondi, più intimi e che spesso non riescono ad uscire se non nei sogni.


Sguardi eterni tra la terra e il cielo
2015-10-10
Il "Museo Nazionale dell’Automobile Avv. Giovanni Agnelli" di Torino ha il piacere di presentare – da sabato 10 ottobre a domenica 29 novembre 2015 – la mostra personale del pittore metafisico/surreale Ciro Palumbo dal titolo "Sguardi eterni tra la terra e il cielo", un’esposizione itinerante proveniente dal MACS – Museo Arte Contemporanea Sicilia – e precedentemente esposta nelle prestigiose sedi del "Castello Carlo V" di Monopoli e del "Castello di Schisò" ai Giardini Naxos.


Sguardi eterni tra la terra e il cielo
2015-08-07
2015-08-07 Il MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia) presenta Sguardi eterni tra la terra e il cielo, personale di Ciro Palumbo a cura di Alessandra Redaelli. Il vernissage si terrà venerdì 7 agosto, alle ore 21.00, al Castello di Schisò (Giardini Naxos), nuova e suggestiva sede espositiva del MacS, per concludersi giovedì 10 settembre.


Sguardi eterni tra la terra e il cielo
2015-06-28
Due prestigiose sedi espositive: dal 28 Giugno, Castello Carlo V, Monopoli (BA) e dal 7 Agosto al Castello Schisò, Giardini Naxos (ME). “Che cos’è il mito oggi? Quali significati reali e profondi cela, in questo inizio di millennio? (…)” Questa trionfale epopea che racconta il mito nella Magna Grecia, questo romanzo intenso, carico di pathos, che si snoda dal Castello Carlo V di Monopoli, sulle coste pugliesi, fino al Castello di Schisò sulla baia di Giardini Naxos, in Sicilia, è il cuore della mostra che fa il punto sugli esiti più recenti della ricerca personale dell’artista Ciro Palumbo.


I Mulini di Dio - è stato scritto
2015-04-24
La mostra a Matera diventa “I MULINI DI DIO - è stato scritto”. A Matera che è terra di luce e di pietra che quasi si creano l'una dall'altra. La pietra bianca calcarea che è montagna, ma anche cavità, il Sasso che diventa ventre materno e che accoglie la vita: una città-pietra che è anche città-croce, scelta inoltre da registi come Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson per ambientare il dramma della Passione in film divenuti celebri. Ciro Palumbo presenta opere con intense tonalità di colore bianco sotto il sole ferocemente antico della Gerusalemme italiana: il destino dell'uomo, il dramma del dolore e il desiderio di salvezza qui si uniscono con il bianco simbolico della pietra e della luce, fondendo in maniera armonica l'idea concettuale con quella del simbolo che rievoca la memoria. Ed il bianco è colore simbolico per eccellenza, assenza di colori, perché li inghiotte tutti in sé, è considerato luce e simbolo della spiritualità e della trascendenza in tutte le culture, e interpretato, secondo l'Apocalisse di Giovanni (7, 13-14), come il colore della purezza ottenuta col sacrificio fino al martirio.


La solitudine di Prometeo
2014-12-18


I Mulini di Dio
2014-10-18
Le nuove sale del Convento di Santo Spirito, ex carceri di Nola (Na), ospiteranno dal 18 ottobre al 2 novembre 2014 la mostra personale di Ciro Palumbo "i MULINI di DIO", sotto la curatela di Alberto Agazzani. L’itinerario espositivo si snoda attraverso 20 olii su tela e 8 olii su carta: le opere, tutte inedite, hanno come ispirazione l’opera di Pieter Brueghel il Vecchio nel famoso quadro Salita al Calvario del 1564 ben analizzato ed approfondito dal regista Lech Majewski nel film I colori della Passione. Ciro Palumbo ricostruisce il viaggio dell’artista fiammingo partendo dalla metafisica presenza del Mulino e operando in un ideale parallelismo di atmosfere e riflessioni.


ITINERARI NEL LABIRINTO DEL MITO
2014-05-24
Il 24 maggio nelle sale espositive del castello Visconteo di Voghera verrà inaugurata la mostra “Itinerari nel labirinto del mito”. Un progetto promosso e organizzato dall’Assessorato alla Cultura del comune di Voghera che vedrà esposte le litografie di Giorgio de Chirico insieme ai dipinti del pittore Gerico e del Maestro torinese Ciro Palumbo.


PALUMBO all’ARTEXPO di NEW YORK 2014
2014-04-04
Dal 4 al 6 aprile 2014 le opere di Palumbo saranno presenti all’ARTEXPO di New York con la Galleria JUST ART Contemporary Art Gallery di Providence, R.I, USA.


AFFINITA' SILENTI . Giorgio de Chirico . Ciro Palumbo
2014-03-13
Il Salone Espositivo e Culturale della Società Bancaria Ticinese di Bellinzona, ospiterà dal 13 marzo al 30 aprile 2014 l’evento espositivo “Affinità silenti. Giorgio de Chirico e Ciro Palumbo”, organizzato dalla Sangiorgio International e curato da Paolo Levi. La mostra vedrà esposte per la prima volta insieme le opere del pictor optimus Giorgio de Chirico, padre e fondatore della Metafisica, e quelle dell’artista torinese Ciro Palumbo.


METAFISICHE VISIONI
2013-08-29
Mostra personale presso la Manni Art Gallery di Venezia, dal 29 agosto al 29 settembre 2013. In occasione del concomitante Festival del Cinema alcune opere sono state dedicate al cinema d’autore.


ISLAND & JOURNEYS – The color of silence
2013-07-12
Le opere di Palumbo sbarcano in America. Dal 12 luglio all’11 agosto 2013 saranno in mostra in una personale presso la JUST ART Contemporary Art Gallery di Providence, R.I, USA.


I VIAGGIATORI DEL TEMPO
2013-06-11
Dall’11 al 23 giugno 2013 Palumbo sarà in mostra a Chioggia presso il Tempio Gotico di San Martino in una doppia personale con il pittore Sandro Varagnolo.


VIAGGI, TEMPESTE, NAUFRAGI E NUOVE ROTTE
2013-03-02
Dal 2 marzo al 14 aprile 2014 Palumbo sarà in mostra presto la Galleria Arte Barbato di Scafati (Sa).


NUOVE TERRE E NUOVI MARI
2013-02-02
La mostra “Nuove Terre e Nuovi Mari” è essenzialmente un invito a tornare a respirare, è una esortazione a specchiarci nell’arte e nel fare arte di Ciro Palumbo, perché si possa ritrovare riflessa la nostra vera icona e non quella che altri ci hanno trapuntato addosso. Questa mostra, nel contesto di una galleria come la Wikiarte, assume in questo tempo un valore altissimo, perché vuole far reimparare a sognare, e sia ben chiaro che non è il sognare utopico che è fuga dalla realtà, ma è un sognare che diviene modalità progettuale negli intenti e nei fatti.


LA CITTA’ DELL’ANIMA – il Disebocchio
2013-01-20
Dal 20 gennaio al 9 febbraio 2013 Palumbo a Spoleto, presso i Locali espositivi ex Monte di Pietà, Palumbo, insieme ai pittori Luca Dall’Olio e Massimo Sansavini, esporrà le opere realizzate per il progetto “La città dell’Anima – il Disebocchio” sotto la curatela di Alberto D’Atanasio.


IL MISTERO DELL’ISOLA
2012-10-20
Dal 20 ottobre al 4 novembre 2012 le opere di Palumbo saranno esposte in una pèersonale sulla poetica dell’isola, presso il CERP - Centro Espositivo Rocca Paolina a Perugia. La mostra è sotto la curatela di Alberto D’Atanasio e Ugo Vuoso.


I PROSSIMI PROGETTI dello Studio d’Arte Palumbo
2012-09-13


CHIARO SILENTE DI LUNA
2012-04-18
TORINO - PALAZZO MARENCO, via Pomba 17 - 17 maggio / 1 giugno 2012 - Sarà con "Chiaro Silente di Luna" che l’artista Ciro Palumbo sancirà il suo ritorno a Torino. Il suggestivo titolo della mostra evoca il fil rouge, la Luna, che dal 17 maggio al 1° giugno, accompagnerà i visitatori attraverso la scoperta di una trentina di opere inedite tra lavori ad olio e disegni.


PALUMBO espone al PADIGLIONE ITALIA de la Biennale di Venezia
2011-12-14
Torino, Palazzo delle Esposizioni, sala Nervi. Dal 17 dicembre 2011 al 30 gennaio 2012


PALUMBO al Centrum Sete Sóis Sete Luas di Ponte de Sor
2011-09-20
Dal 19 novembre 2011 al 7 gennaio 2012 Palumbo sarà in mostra al Centrum Sete Sóis Sete Luas di Ponte de Sor - Portogallo. Inaugurazione il 19 novembre alle ore 17


IL CERCHIO E IL CIRCO "dell'Amore, dell'Armonia, del Femminile, dell'Universo "
2011-06-25
Dal 25 giugno al 10 luglio 2011 si svolgerà a Finalborgo - Finale Ligure (Sv), la mostra di Claudia Giraudo e Ciro Palumbo "IL CERCHIO E IL CIRCO" a cura di Alberto D'Atanasio


XIX Festival musicale "Sete Sóis Sete Luas" 2011
2011-03-22
La pittura di Palumbo è stata scelta per rappresentare il XIX Festival musicale "Sete Sóis Sete Luas" 2011.


IL VIAGGIO DEL GIOVANE VECCHIO
2011-03-19
Presso gli Ex Magazzini del Sale - R.S.C. Bucintoro 1882 di Venezia, già teatro di eventi artistici di rilievo nazionale, si terrà, a partire da sabato 19 marzo 2011, l’esposizione personale di Ciro Palumbo, a tema ‘Il viaggio del giovane vecchio’. L’esposizione, realizzata sotto la curatela di Alberto D’Atanasio, vedrà protagonista il pittore torinese, che proporrà agli occhi degli osservatori un nuovo linguaggio, sintesi e superamento delle atmosfere metafisiche e surrealiste.


WORK IN PROGRESS
2011-01-21
Sono in preparazione le opere per la mostra IL VIAGGIO DEL GIOVANE VECCHIO a cura di Alberto D'Atanasio. La mostra si svolgerà nel mese di marzo 2011 presso gli Ex magazzini del sale - Bucintoro - Venezia


Genesis
2010-12-19
Domenica 19 dicembre 2010, alle ore 17.30, presso la Chiesa Santa Maria in Castello del Comune di Tarquinia, città europea dell’arte, di antiche radici e misteriosa origine, verrà inaugurato Genesis, evento espositivo del tutto inedito. Un ciclo di opere dedicate alla "CADUTA DEGLI DEI" sarà la presenza del pittore Ciro Palumbo.


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