CROCEVIA DI CULTURE

Dal 2019-05-29 al 2019-05-29

Ci sono luoghi che forzatamente diventano crocevia di genti. La Cittadella Sportiva dell’Università di Messina, e in essa gli spazi e le aree di cui gode, il contesto collinare che la obbliga ad affacciarsi in uno dei tratti di mare considerato tra i più mitologici al mondo, è punto di incontro dove lo sport la fa da padrone, dove lo scontro non è guerra ma sinonimo di crescita e di cultura. In questo contesto Palumbo e Caminiti hanno lasciato una traccia indelebile della loro poetica artistica attraverso la posa delle loro sculture.

di Antonino Micali, Presidente CUS Unime, Messina




29 maggio 2019
Inaugurate alla Cittadella le opere realizzate e donate al Cus Unime da Alex Caminiti e Ciro Palumbo


Si è tenuta nel pomeriggio del 29 maggio, presso la Cittadella Sportiva Universitaria di Messina, l’inaugurazione delle opere realizzate da Alex Caminiti e Ciro Palumbo, installate all’interno del Complesso Sportivo universitario e donate dai due artisti di fama internazionale al Cus Unime.
Durante la cerimonia, alla quale sono intervenuti anche il Direttore Generale dell’Università di Messina Prof. Francesco Bonanno, il Delegato alle Attività Sportive di Unime Prof. Daniele Bruschetta, l’Assessore comunale Dott.ssa Carlotta Previti, il Presidente del Cus Unime Nino Micali ha introdotto il simbolico taglio del nastro sottolineando l’importanza che CUS e Unime di concerto danno ad iniziative come questa, trasformando la Cittadella Sportiva Universitaria in un vero e proprio contenitore di valori postivi, dallo sport all’arte ed all’integrazione. Concetto ribadito nelle sue parole anche dal Prof. Daniele Bruschetta: “Colgo l’occasione per ringraziare gli artisti che ci hanno fatto dono di queste importanti opere d’arte che abbelliscono una cittadella che già, senza falsa modestia è sicuramente un centro molto bello, valido e frequentato. L’Università ha puntato molto sullo sport, considerandolo momento di formazione ed aggregazione. Non sport professionistico ma dilettantistico, che permette socializzazione in qualsiasi classe sociale”.

Sono quattro le opere dei due artisti dislocate all’interno della Cittadella Sportiva. Tre di queste installazioni sono state realizzate dall’artista messinese Alex Caminiti che nei suoi lavori ha voluto esaltare i sani valori dello sport, dedicandole ai campioni paralimpici (Stele e Sicily Gold) ed una in particolare al campione Vincenzo Nibali (Collisione), già presente all’interno del polo universitario ma recentemente ultimata in qualche dettagli, opere realizzate grazie anche al contributo della famiglia Stracuzzi Oliveri, rappresentata alla cerimonia dal Comandante Natale Stracuzzi. “La forte amicizia che ci lega con il Presidente del CUS da oltre 30 anni - queste le dichiarazioni di Caminiti - ha fatto si che potessimo mettere in piedi questa serie di iniziative, dimostrandosi molto aperto all’idea di integrare queste opere all’interno del contesto sportivo. Le opere nascono e sii rivolgono a tutti gli sportivi che ogni giorno con sacrificio portano avanti i veri valori dello sport, con riferimento particolari agli atleti paralimpici della nostra isola campioni nel mondo ed al campione messinese Vincenzo Nibali. Grazie a tutti e grazie anche alla famiglia Stracuzzi Oliveri che ci ha supportato in questa iniziativa.” La quarta opera esposta presso la tribuna della piscina scoperta è stata realizzata dallo scultore Ciro Palumbo, dal titolo significativo: Dove il sapere è libero. “Grazie all’amicizia che mi lega ad Alex ho avuto il regalo di conoscere Nino Micali che sin da subito con entusiasmo mi ha proposto quest’iniziativa. Io mi sono sentito immediatamente trasportato: non conoscevo questa realtà e quindi ho immaginato qualcosa che si potesse integrare al meglio azzardando anche un pò, dato che sculture di queste dimensioni non le avevo mai realizzate. Il titolo dell’opera è significativo: in virtù del fatto che stavo realizzando un ciclo di opere dedicate ad isole migranti, attraverso le quali poter raccontare il mio pensiero sul significato di migrare, ho immaginato che all’interno di un luogo come questo, l’Università, il migrare del sapere fosse una delle cose più importanti da portarci dietro. Quindi mi è piaciuto porre l’attenzione non solo sulla paura del migrare, ma sottolineare che il più delle volte migra con noi il pensiero, quindi ho pensato che luogo migliore per rappresentare quest’idea non ci potesse essere.

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